INTRODUZIONE

 

Il presente documento è ricavato dalla prima edizione del quaderno scritto da Attilio Sartirani ed Emilio Ciampi dal titolo “CORO SCRICCIOLO 1980-2005- Spaccato di un quarto di secolo con Cameri ”, presentato dall’Arciprete Don Tarciso Vicario il 5 novembre 2005 in occasione della rassegna di canto popolare CANTIAMO…A  organizzata in occasione del XXV° anniversario del Coro Scricciolo di Cameri; primo libro di musica popolare registrato su cassette dalla nastroteca dell’ UNIONE ITALIANA CIECHI di Brescia.

 

Nel seguito si riporta, integralmente, il testo dell’articolo pubblicato sul giornale “ L’azione ” del 12-novembre 2005.

 

 

Il libro presentato, a sorpresa, durante la serata del 5 novembre 2005

Un volumetto per celebrare i 25 anni del coro Scricciolo

 

 

   Nell’ambito dei festeggiamenti del coro Scricciolo, nel 25° della sua nascita, si è tenuta, il 5 scorso, in chiesa parrocchiale una splendida serata, nella quale si sono esibiti in canti alpini lo stesso Scricciolo, la corale di Casapinta (BI) ed il coro “J’amis dla canson” di Asti.  Il pubblico numeroso ha gradito ed applaudito lungamente i coristi sottolineando la grande preparazione e professionalità canora.

Al termine una gradita novità. Uno dei componenti dello Scricciolo, all’insaputa di tutti, ha mandato alle stampe un prezioso “quaderno” presentato dall’arciprete con le seguenti parole:”Siamo riconoscenti al signor Attilio Sartirani perché questa sera, ci offre un interessante, intelligente e prezioso dono di una snella ed accattivante pubblicazione sul coro Scricciolo, percorrendo significativi e galvanizzanti 25 anni di vita del coro. Partendo da una semplice constatazione che in una società nella quale tradizione e cultura popolare si evolvono velocemente, egli viene ad affermare che i giovani possono non avere più ricordi sufficienti del passato ed i meno giovani essere tentati di rimuovere dalla memoria le esperienze più dure perché obsolete. Nasce, pertanto, la necessità di portare in evidenza il “come eravamo”. La sua pubblicazione sul coro Scricciolo suscita, così, molti interessi, gioie ed emozioni perché è come aprire un album con vecchie fotografie.

Il suo stile sciolto, avvincente e scorrevole descrive la nascita ed il divenire del coro, formato da persone con la passione del canto popolare. Attraverso anche il dialetto, che purtroppo va scomparendo dalla nostra società, e le tradizioni civili e religiose, egli fa rivivere la poesia, l’arte ed il “pathos” del divenire della nostra storia..

Bisogna risalire alla sera  del 3 aprile 1980 quando al circolo Margherita otto amici decidono di costituire un coro di canti alpini. A serrare le fila dell’entusiasmo sarà il sempre dinamico Armando Travaini che, in 25 anni di attività cioè fino ai giorni nostri, porterà il coro Scricciolo ad imporsi all’ammirazione di critici esigenti e ad un altrettanto pubblico entusiasta. Molti sono i tasselli di questo meraviglioso “puzzle” di cui è composto il coro scricciolo e per i quali è riuscito ad imporsi all’attenzione di un numero sempre più ampio di uditori. Un tassello prestigioso ed inconfondibilmente unico è il signor Umberto Vaggi, il primo presidente del coro ed il fine ed intelligente presentatore dei canti nelle numerose ed avvincenti serate che si sono susseguite fin quando “è andata avanti” dopo 22 anni di ininterrotta attività. Dalle sue incisive, puntuali ed intelligenti annotazioni che stilava dopo ogni prestazione del coro, gli amici Attilio Sartirani ed Emilio Ciampi hanno attinto a larghe mani per produrre il presente lavoro. Nelle fitte pagine del loro elaborato vi traspare, non solo la cronaca con cui è punteggiata la vita del coro, ma  vi trovi il segreto della vitalità nei suoi componenti, quasi specchio dell’anima di chi, cantando, intende rilevarsi in un abbraccio fra sentimento e verità.

Così il coro Scricciolo verrà cercato lungo i suoi 25 anni di esistenza, e noi questa sera ne siamo una riprova, in molte località anche lontane da Cameri, alcune delle quali molto significative, come Trieste, Vittorio Veneto e Parma, per portare lo specifico di persone che si sentono un unico corpo, dove tutti sono per uno ed uno per tutti. C’è in questo, un grande desiderio di far cultura comunicando direttamente tramite il canto, ciò che è indispensabile al cuore ed all’intelligenza. Si perché il coro Scricciolo sa far vibrare i sentimenti, snocciolare i risvolti dell’anima e, nel contempo, incanalare il tutto in una armoniosa sinfonia che canta la vita. Per questo a buon diritto è stato iscritto all’Associazione Cori Piemontesi ed in più occasioni, è stato invitato a partecipare a rassegne canore a livello provinciale e nazionale. Perché ha un cuore che dona, uno spirito che crea ed una poesia che canta. E’ primizia profetica di un futuro già presente, irrigando il deserto del mondo e firmando, con il proprio canto, l’azzurro del cielo nel quale nascerà un mondo migliore”.

 

                                                                                                                        Don Tarcisio Vicario